Settembre 2001


VENERDI' 12/10/2001 alle ore 21

presso L'AULA MAGNA DELLE SCUOLE MEDIE di via Monginevro ad Arcore


ASSEMBLEA GENERALE
ED ELEZIONE DEL
NUOVO CONSIGLIO CEA

CON TANTO DI TOMBOLATA, DIAPOSITIVE e... RINFRESCO!

QUESTI I CANDIDATI 2001/2002:

1 - VITALI GIANPIETRO
2 - BERETTA MARIO
3 - FERRARIO GIANCARLO
4 - GALLIANI VITTORIO
5 - MALACRIDA GIORGIO
6 - PEREGO ORNELLA
7 - TERUZZI MATTEO
8 - BRAMBILLA EMILIO
9 - TERUZZI PAOLA
10 - BERETTA ELVIO
11 - CEREDA ELIO
12 - TERUZZI ROSARIA
13 - GRANDI DAVIDE
14 - MISSAGLIA ROSANGELA
15 - MOLINARI FILIPPO
16 - .........................................
17 - .........................................
18 - .........................................
19 - .........................................
20 - .........................................

Tutte le persone che si vogliono impegnare nelle attività sono bene accette e si possono anche candidare per il consiglio C.E.A.. Si possono votare un massimo di 10 candidati e se non puoi essere presente all'assemblea puoi imbucare i tuoi voti nella cassetta postale fuori della sede.


BREVE STORIA DI UN PRESIDENTE

Siamo ormai alle ultime battute dell'anno sociale 2000/01. Mi piacerebbe poter tracciare una descrizione, magari ricordando i momenti più belli o significativi dell'attività del CEA negli ultimi 12 mesi. Tuttavia, la mia quasi costante…assenza alle escursioni ed iniziative in genere mi impedisce di farlo.

Un anno fa mi sono preso con il CEA l'impegno della presidenza. Sapevo che i nuovi impegni familiari mi avrebbero creato dei problemi ma, considerata la mancanza di altri volontari a ricoprire la carica avevo deciso, alla fine di una lunga discussione con gli altri consiglieri, di provare. La voglia e la motivazione non mancavano e, per tutto il corso della stagione invernale, ho cercato di soddisfare le esigenze del CEA almeno rendendomi disponibile in maniera costante presso la sede (ma altri hanno dovuto seguire corsi, gare, gite, …). Dopodichè la mia presenza si è rarefatta: ho dovuto fare una scelta tra CEA e famiglia, dando decisamente priorità a quest'ultima.

Mi provoca imbarazzo essere consigliere (o presidente) e non essere in grado di rispettare gli impegni, pertanto (prevedendo che la mia disponibilità si ridurrà ulteriormente) ho deciso di non ricandidarmi. Mi rincresce perché il CEA è un buon gruppo, dove c'è la possibilità di fare qualcosa per il prossimo, di "crescere" e di divertirsi: entrarci a far parte è l'occasione buona per impiegare bene il proprio tempo.

Prendo l'occasione per ringraziare tutti i consiglieri (in particolare Gianluca e Mario) ed i soci per l'aiuto datomi.

Ciao.
                                                                                                                                                                   
     Gianni


ATTENZIONE

La formazione di nuove coppie nel CEA, i matrimoni e conseguenti nascite, hanno portato alla comprensibile latitanza di alcuni consiglieri e soci.

Per questa ragione confidiamo in un aiuto più concreto da parte di tutti i soci volonterosi, anche in vista dell’organizzazione del 40º della società.


21 Ottobre 2001
PRANZO SOCIALE

Quest’anno il pranzo sociale si terrà nei pressi di Torino e sarà preceduto da una gradevole visita della Sacra di S. Michele, distante pochi chilometri dal ristorante. Il viaggio è previsto in pullman, con partenza alle ore 7. Le iscrizioni si ricevono fino al 16/10/01. Il costo del viaggio e del pranzo è di L. 60.000.


I TRE MOSCHETTIERI DELLO SCI NORDICO DEL C.E.A. DI ARCORE 
RAGGIUNGONO I 208 ANNI

 Domenica 18 Marzo 2001 ad Alpe Motta, si è svolta la staffetta di 3 ore con 3 atleti per squadra.

Il CEA per questa manifestazione organizzata dal comitato CRITERIUM della BRIANZA, ha partecipato con due squadre: la prima, «MASTER», composta da Teruzzi Guido, Beretta Mario e Vitali Gianpietro, si è classificata al secondo posto di categoria.
La seconda squadra «PIONIERI» , composta da Beretta Renato classe 1926,  Galliani Vittorio classe 1927 e Malacrida Giorgio classe 1942, si è classificata quarta ed è stata la staffetta che ha superato i 200 anni aggiudicandosi un premio speciale.

Ma chi sono questi moschettieri dello sci?

BERETTA RENATO di 75 anni ha iniziato la carriera con numerose corse in montagne e una serie di «Monza Resegone»; arrivando allo sci già adulto, grazie alla sua struttura e alla preparazione, entrava subito in competizione. 
Iscritto alla «Pel-e-Oss «di Monza, svolge le prime gare e numerose Marcialonga. 

Arrivato poi all’età della pensione ed avendo più tempo libero, partecipa a gare internazionali Master e nel 1998 in Germania sale sul podio qualificandosi terzo campione Mondiale Sci Nordico e primo fra gli Italiani, superato in volata da un atleta russo. 
Nel 1999 partecipa agli stessi campionati in Svizzera, nella cui località organizzatrice i concorrenti furono trasportati in elicottero, in quanto, la stessa, isolata per troppa neve; Beretta si classificò secondo. 

Per il 2002 il campionato si svolgerà in Canada, dove egli coglierà l’occasione per festeggiare con la moglie il loro 50° anniversario di matrimonio. 

Il CEA gli consegnerà il gagliardetto del 40° di fondazione che porterà allo Sci Club Canadese organizzatore.

Il secondo Moschettiere è:

GALLIANI VITTORIO, 74 anni bergamasco DOC, è nato con gli sci ai piedi pur abitando a Bergamo Alta. 
Iscritto alla famosa Società Legler , in estate faceva corse in montagna mentre in inverno gareggiava per l’Alpina Scais, allenandosi alla Presolana, che raggiungeva in bicicletta con gli sci di legno legati al canotto. 

Dopo essersi diplomato perito chimico, venne assunto dalla FALK di Arcore entrando nella Società Sportiva FALCK. 

Con la chiusura dell’attività agonistica, veniva richiesto alla Sem di Milano e per tre anni consecutivi partecipava alla gara più lunga del mondo, la famosa «VASALOPPET» in Svezia.
Entra a far parte del CEA nel 1968 in coppia con il nostro Vitali disputando numerose Sci Alpinismo, delle quali elenchiamo le più famose: Trofeo Parravicini, Pizzo Formico, Campionati  Italiani Sitin Val Canale e Val Gerola.

In quest’ultima si classificò secondo e vincendo come premio in palio un divano letto, arrivò ad Arcore con il  portasci della sua FIAT 600, carico del divano.

Nel 1971, apriva la sua lunghissima serie di Marcialonga, diventandone Senatore.

E per finire ecco il terzo:

MALACRIDA GIORGIO, più giovane ma prossimo ai 60 anni, arcorese cresciuto nella U.S.A. Casati.
Con le sue gambe da trampoliere, venne scelto come marciatore nell’atletica leggera.
Ha vinto numerose gare del C.S.I. di Milano ed ha partecipato ai campionati Italiani in programma a Roma in quanto scelto dalla grande Società Riccardi di Milano.
Svolge il servizio militare ad Orvieto al Centro Sportivo Esercito, partecipando ai Campionati Europei Militari a Monaco.
Entrava al CEA nell’anno di fondazione 1962, partecipando a varie manifestazioni podistiche tra le quali la Stramilano Bustocca.
Con lo sci nordico cominciò nel 1965 con gare zonali e campionati cittadini Marcialonga.
Arrivato alla pensione si allena quattro giorni  alla settimana, e i risultati si vedono!

Sono questi i Moschettieri del CEA di Arcore che tanti sci club ci invidiano, ma solo noi possiamo permetterci grazie alle sponsorizzazioni del Berlusconi (è una speranza!!) 
Il proverbio dice: che vive sperando muore……cantando!!

 Gianpiero


VALMALENCO 2001,  CHE BELLA GITA!

 E’ stata la più bella gita alpinistica con così tante persone da quando sono in Cea. Questo era il mio pensiero pochi giorni dopo la sua conclusione. Aver solcato le nevi della Valmalenco, in 31 persone, aver dato la possibilità a molti di essere in cordata per la prima volta su un ghiacciaio e di aver visto insieme il panorama stupendo d’alta montagna è stato proprio bello.

E’ sabato 30 giugno e partiti da Arcore non molto presto, dopo una sosta al panificio di Caspoggio per i rifornimenti, arriviamo alla diga dell’Alpe Gera con le nostre auto. Il tempo è bello e ci incamminiamo verso il rif. Bignami (2401 m), prima tappa della nostra escursione che ci porterà al rif. Marinelli (2813 m) attraverso la bocchetta di Caspoggio (2983 m). Anna ed Emilio, invece, si mettono in cammino prima di noi e passano dal rif. Carate, mentre Cecchino ci raggiungerà in serata dopo aver girato mezza Valmalenco. Gli zaini sono pesanti e soprattutto chi non è abituato a portarsi ramponi, ghette, imbraco, moschettoni, piccozza e corda, oltre al necessario per 2 giorni, soffre un poco all’inizio (ma anche dopo!) a trovare il passo giusto. L’andatura comunque è tranquilla ed al rif. Bignami ci riposiamo e mangiamo con tutta calma. I più allenati scalpitano e proseguono quasi subito, battendo la pista e preparando una corda alla bocchetta per rendere più agibile il passaggio.

Dopo 1 ora e ½ il grosso del gruppo riparte camminando subito sulla neve che tiene bene anche senza usare i ramponi. L’andatura non è veloce e quando arrivano i primi «muri» si rallenta ancora di più. Il peso dello zaino si fa sentire e le piccole soste aumentano, ma alla bocchetta di Caspoggio ci arriviamo insieme. Con un poco di cautela e piano piano passiamo tutti con l’aiuto della corda. Dopo una sosta, per godere del panorama, si riprende in discesa con qualcuna che invece di assomigliare ad un'alpinista sembra un soldato dell’armata Rossa durante una parata militare tanto è la rigidità dei movimenti. Sull’ultimo strappetto prima del rifugio ci sono dei cedimenti vistosi e le facce che si vedono arrivare alla meta sono piuttosto stravolte, nonostante l’aiuto di alcuni volontari che recuperano gli zaini. Bastano però pochi minuti per riprendere le forze e far tornare il sorriso. Il posto è panoramico e dopo esserci sistemati nelle camere ritorniamo sul terrazzo per scattare alcune foto e per ammirare le stupende cime che ci circondano.

Il rifugio è aperto da un giorno e scopriamo che manca l’acqua. Ci si lava, piedi compresi, in un secchio messo sotto un canale con l’acqua che si scioglie dalla neve sul tetto. Qui c’era un cartello con scritto di non sporcare l’acqua perché serve per la cucina, forse per questo che la cena è stata così saporita. Con la solita allegria ed accompagnati dal temporale si conclude la giornata, si va a dormire presto perché l’indomani si parte di buon ora. Dovevamo partire alle 7, ma non abbiamo tenuto in considerazione che preparare le persone inesperte è piuttosto lungo. Ho ancora in mente le facce perplesse di chi doveva indossare l’imbraco o di chi doveva legare i ramponi o fare i nodi. Scegliamo di legarci da subito e tra fare nodi, mettere i ramponi, ghette e imbraco il tempo passa e riusciamo a partire alle 8,15 con meta il rif. Pansera al Sasso Rosso (3546 m) attraverso il passo Marinelli orientale (3120 m). Il Bernina e le cime intorno sono coperte da nuvole minacciose mentre sopra di noi il cielo è limpido. Il pensiero va a Filippo ed a Elena che sono partiti alle 5 per raggiungere il rif. Marco e Rosa (3609 m) intorno al quale  viaggiano nuvole nere. Dopo aver immortalato il momento della partenza con circa 2000 foto il gruppone si mette in viaggio e dopo aver passato il primo «muro» ghiacciato vicino al rifugio, le cordate arrivano un poco distanti al passo Marinelli. Qui  una decina di persone, com’era previsto, scendono, seguendo il ghiacciaio del Fellaria, al rif. Bignami guidati da Anna ed Emilio praticissimi del luogo.

Arrivano anche Elena e Filippo e ci dicono che al rif. Marco e Rosa c’era bufera e non si vedeva niente a causa della nevicata. Ci dirigiamo verso il bivacco guidati da Cecchino che in solitaria ci distacca subito. Passiamo sotto i seracchi del P.Argent e del P.Zupo, saltiamo dei piccoli crepacci e poco prima del passo di Sasso Rosso (3510 m) comincia a farsi sentire il freddo. Ci copriamo ed arriviamo al passo dove tira un forte vento e fa molto freddo. Alcuni proseguono fino al bivacco poco lontano, altre si fermano cercando disperatamente nello zaino un panino, altre ancora si siedono al freddo e dimezzano le scorte di cibo. Al passo ci rimaniamo poco scegliendo di fare una sosta più lunga in basso dove il clima è migliore. Qualcuna non vede nemmeno il panorama ma solo la forma del panino che sta mangiando. La discesa procede bene e dopo la sosta riprendiamo il cammino sul ghiacciaio del Fellaria. Il soldato dell’Armata Rossa ora ha preso più dell’alpinista e migliora di minuto in minuto. Sull’ultima risalitina la stanchezza si fa sentire, così ci fermiamo ½ ora anche perché sotto di noi si vede il rif. Bignami. Lunga sosta poi anche al rifugio con discesa alla diga senza problemi. Facce stanche per la lunga camminata, ma contente di aver vissuto questa esperienza.

Un grazie di cuore a tutti i partecipanti con la speranza di rivederci ancora così in tanti in posti altrettanto belli ed un grande grazie a Giorgio che ha scelto e preparato l’escursione e che è stato in tensione per la sua buona riuscita. .…….è stata proprio una bella gita!

Mario


S. MARTINO …… CHE PALE!!!!

 

Venerdì 7 settembre si parte con il CEA per le escursioni alle Pale di S. Martino, più presto degli altri anni perché il tempo per arrivare al Rifugio Rosetta è calcolato in 3 ore.  Però quando si arriva a S. Martino il tempo non promette bene, infatti comincia a piovere.  Tutti prendono la funivia e poi in 15 minuti a piedi si arriva al Rifugio Rosetta.

Sabato ci dividiamo in 3 gruppi: chi vuol fare la ferrata «Bolver- Lugli», molto bella ma impegnativa, che dura 3 ore di tempo; chi vuole andare alla Cima Vezzana (3192 m.), la più alta delle Pale di S. Martino; chi preferisce l’escursione sull’altipiano delle Pale.  Alla sera ci troviamo tutti al Rifugio Pradidali come d’accordo.  Non essendo tanto convinto della ferrata, scelgo di salire la Cima Vezzana, avendola già fatta una volta col mio amico Amabile.  Durante la salita, con molta pazienza, sono riuscito a trascinare in vetta Paola, una cozza del gruppo.

Domenica partenza dal Rifugio Pradidali.  Un gruppo decide di fare la Cima Val di Roda, salendo dalla ferrata e scendendo ancora dalla stessa per trovarci al Passo di Ball con l’altro gruppo e proseguire, su un tratto di sentiero attrezzato con funi metalliche, per giungere alle macchine. 

Sono stati 3 giorni molto divertenti, anche se «qualcuno» dice che sono un rompiscatole perché alla mattina molto presto sveglio sempre tutti.

Il vecchio «sherpa»  Gianni

 


IL RICORDO DI UN CARO AMICO

 Nella mattinata del 7 Giugno 2001 si sono svolti i funerali del nostro socio Giuseppe Mariani.

Noi, vecchi soci, con gli ex presidenti Gianpietro e Mario, abbiamo tutti partecipato alla funzione, accompagnandolo fino al piccolo cimitero di S. Giorgio di Biassono. Il «Mariani», così veniva sempre chiamato confidenzialmente, Giuseppe, era stato uno dei primi iscritti al CEA. Aveva ricoperto cariche come bibliotecario della società e come relatore presso la sezione del CAI.

Era stato uno fra i primi a capire l’importanza della diffusione della conoscenza della montagna nei suoi aspetti, presso i ragazzi, partecipando attivamente alle prime gite con gli allievi delle scuole medie, fin dagli anni ottanta, proponendo al riguardo tutte le sue esperienze. Di carattere schivo e di poche parole si notava solo per l’alacrità nel lavoro e la moderazione nel comportamento. Ora Giuseppe non è più fra noi; lo vogliamo ricordare per le belle ore passate con lui, salutandolo fraternamente.

Gianantonio per i soci «anziani»


PRESCIISTICA


A PARTIRE DAL 2/10/2001 E FINO AL 28/02/2002

MARTEDI' E GIOVEDI' DALLE ORE 19,15 ALLE 20,15


PRESSO LA PALESTRA DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI VIA EDISON. LE SCARPE DA USARE DURANTE LA GINNASTICA VANNO CALZATE IN PALESTRA.

N.B.: La ginnastica presciistica è vivamente consigliata come allenamento a tutti coloro che durante la stagione invernale si vorranno dedicare ai vari tipi di discipline sciistiche. Si ricorda che serve obbligatoriamente il certificato medico di sana e robusta costituzione per attivita' non agonistica.


IL CORO CEA

Vieni a cantare con noi...!!! C'e' il coro CEA!

Il lunedi, in sede alle ore 21, e' sempre giornata di canti e gorgheggi con il maestro Luciano Castoldi.

Fatti coraggio e vieni anche tu!!


ATTENZIONE!!!

In caso di necessità, il gruppo CEA è rintracciabile grazie al telefono cellulare. Ecco il numero: 0347/9471002.

 

INOLTRE...

NAVIGA CON IL C.E.A. SU INTERNET

al sito:

www.gxg.it/cea

 


IN SEDE SONO DISPONIBILI LE MAGLIETTE CON IL SIMBOLO DEL C.E.A., I PILE, I PORTA SKIPASS E GLI STEMMI IN STOFFA DA APPLICARE SU MAGLIETTE, GIACCHE E ZAINI.


IL NUMERO DI TELEFONO DEL C.E.A. E' LO 039-6012956

LA SEDE E' APERTA IL MARTEDI' ED IL VENERDI' DALLE ORE 21 ALLE ORE 22,30


ANNO 2001 - SETTEMBRE - N. 145

REDAZIONE: Ornella, Paola, Gianpiero, Gianni, G. Antonio, Gianni C., Gianluca, Mario.


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